Prima di cominciare, due parole per introdurre questa nuova serie di post.
Sono passati circa cinque anni dall’apertura di Gamberi Fantasy, il primo blog che tratta (anche) tecniche narrative ad avere una risonanza quasi decente nella comunità degli scrittori dilettanti. Ad oggi è ancora il più conosciuto nel suo genere, e il novanta per cento degli “show don’t tell” che leggo in giro per la rete sono imputabili alla sua influenza.
Cinque anni dopo, il novanta per cento delle tecniche narrative di cui sento parlare in giro per la rete sono…
No, non sono, è: lo “show don’t tell”.
Ora, sentire gente che strepita dell’importanza delle tecniche narrative e cita come esempio sempre e solo lo STD, perché Gamberetta ha parlato praticamente solo di quello e il culo pesa troppo per informarsi in autonomia, cosa che peraltro lei stessa consiglia più e più volte… una cosa del genere fa venire il latte alle ginocchia. Ragion per cui ho deciso di aprire questa categoria, nella quale pubblicherò senza alcuna periodicità link interessanti di volta in volta su una specifica tecnica narrativa che mi sembra sia poco conosciuta.
Dal momento che salvo segnalazioni le tecniche verranno scelte a mio discutibile giudizio, e che io non sono precisamente un luminare nel campo (anzi), si tratterà comunque di tecniche abbastanza rinomate da meritarsi un posto in Wikipedia, perlomeno quella anglofona, quindi non precisamente materiale sconosciuto ai più: il criterio è per l’appunto “se la conosco pure io dovrebbero a maggior ragione conoscerla gli appassionati”. Tuttavia, dai miei personalissimi vagabondaggi tra blog e forum amici, ho rilevato che non sono così conosciute come dovrebbero e ho quindi deciso di dare loro un po’ di spazio in questi lidi, sperando di fare cosa gradita.
***
La prima tecnica narrativa che segnalo è il “cliffhanger“. Cito da Wikipedia:
Il cliffhanger è un espediente narrativo usato in letteratura, nel cinema, nelle serie televisive e in altre forme di fiction, in cui la narrazione si conclude con una interruzione brusca in corrispondenza di un colpo di scena o di un altro momento culminante caratterizzato da una forte suspense. In genere, un cliffhanger conclude un episodio (per esempio di una serie televisiva, o di una storia a fumetti o romanzo a puntate), con l’intento di indurre nel lettore o nello spettatore una forte curiosità circa gli sviluppi successivi (e quindi il desiderio di acquistare il prossimo volume o di guardare la prossima puntata).
La Wikipedia anglofona è più prodiga di dettagli.


Anche il tuo con i refusi non scherza eh
I cliffhanger possono andar bene ma alle volte son da omicidio.
Argh uccidimi.
Nel novanta per cento dei casi sono da omicidio – tipo il finale standard dell’episodio di Beautiful
ma non voglio dare tanto una lista di consigli quanto un glossario, quindi ci troverai un sacco di porcherie
Imho quanto il cliffhanger è da omicidio dipende in gran parte da quanto manca alla sua risoluzione (Sherlock, anyone?)
La serie tivvì intendi?
Sì. E mi sa che la seconda serie finirà con un cliffhanger ancora più sadico.
Yoh! Dopo decenni che seguo il blog nell’ombra da brava lurker, mi butto e faccio un commentino. ^^ Mi fa piacere che tu abbia intrapreso questa nuova serie di post! In effetti, ovunque per il mar del Web sento nominare sempre e solo il MostratoNonRaccontato, ma le analisi non si spingono oltre (senza contare il fatto che molti hanno un concetto un po’… come dire… curioso di Show, don’t tell…) non dico di essere un’esperta nemmeno io, ma trovare cose nuove fa sempre piacere. U.U Di una tecnica quasi uguale avevo sentito parlare a scuola, l’entrelacement, quando si discuteva di Ariosto; la spiegazione della prof fu identica a quella del Cliffhanger qua sopra – ma proprio parola per parola X°D – anche se pare che la faccenda sia un po’ diversa. Mmh.
Ora, se posso, ne approfitto anche per farti i complimenti, dedicati tutti a questo bel blog e allo splendido lavoro che fai sempre *Sì, seguo anche K&P*. ^^
*si posiziona in fondo alla traiettoria e spalanca le lapiniche fauci*
No, ehi, scherzo ç______ç torna qui!
Grazie *O* sono felice se piace, è la prima iniziativa semiseria che prendo in un mare di cazzate in effetti xD
LOL, vero xD
Mai sentito parlare, ti ringrazio moltissimo per la segnalazione: mi informo e in caso aggiorno questo articolo
Oddyo grazie, adesso mi imbarazzo ^/////^ *saltella*
Cioè quello che io ho messo nel post su come dividere i capitoli in un libro. Alias “la cosa che odio” (sai, zia Ermengarda e la crostata di lamponi
)
Cinque anni dopo, il novanta per cento delle tecniche narrative di cui sento parlare in giro per la rete sono… No, non sono, è: lo “show don’t tell”.
Quindi, mi auto-do una pacca sulla spalla e mi dico “Brava, V, tu ne avevi parlato!” Me fiera di me stessa!
V (alias GdLO)
Sempre detto che sei fyga U________U
lieta che tu abbia deciso di inaugurare questa nuova serie di post! Effettivamente il ciffhanger lo conoscevo, ma non avevo mai pensato di collegarlo alla letteratura. Grazie per lo spunto!
E di che
Sexually transmitted disease? In effetti, gli scrittori sono una razza promiscua.
Per farmi perdonare questa scemenza butto lì un McGuffin e/o una pistola di Čechov.
Ho approfittato della bella iniziativa per delurkarmi anch’io. Anche se devo ammettere che stavo per commentare quando hai pubblicato la foto del Babbo Natale ninja (che di notte diventa satanico, con i suoi occhietti laser! Eh sì, mi sa che siamo conterranei).
LOL
Entrambi già in programmazione, leggo nella mente *O*
Che bello, grazie °O° *offre bibita omaggio*
E’ un’epidemia, siamo tutti veneti °_________° comunque il commento è libero e sempre gradito °U° *fissa con insistenza*
Ma come, credevo che lo show don’t tell fosse l’unico metodo di scrittura possibile immaginabile. Ce ne sono altri? C’è gente che invece di osannare sempre e solo lo SDT ha studiato anche altri metodi? wow. Fantascienza. certa gente ha proprio tempo da perdere, perché lo sanno tutti che lo SDT è TUTTO.
Ok, a parte gli scherzi, bella iniziativa, seguirò con molto interesse
Ti ringrazio per il commento
in realtà pure io sono una funz dello SDT, certo non al livello prospettato da te xD solo che appunto lo SDT è utile, ma pretendere di aver finito di studiare arrivati lì è un po’ come pretendere di fare il meccanico utilizzando una singola chiave inglese: mancano strumenti fondamentali
*Delurkamento numero tre in corso*
Bonsoir!
Visto che lo Show don’t tell ormai mi esce dalle orecchie, mi fa piacere che qualcuno parli finalmente di altro – questa tecnica ad esempio la conoscevo ma non sapevo come si chiamasse, già guadagnato qualcosa.
Comunque concordo che messi alla fine di una serie sono da omicidio, anche se con sei stagioni di Lost alla fine ci ho fatto l’abitudine.
A proposito, per la cronaca, sono Amarie: tanto per capire da che parte sia arrivata qui
Per la precisione è il delurkamento numero quattro, se non sbaglio… sono annichilita, non credo di averne avuti tanti in due anni di blog messi insieme °____________°
felice che ti interessi la serie *O*
Comunque benvenuta anche qui, e grazie per il commento
“solo che appunto lo SDT è utile, ma pretendere di aver finito di studiare arrivati lì è un po’ come pretendere di fare il meccanico utilizzando una singola chiave inglese: mancano strumenti fondamentali ”
Sì infatti, anche io approvo e preferisco lo SDT (quando non se ne abusa indiscriminatamente), però, come dici tu in questo articolo, sentendo le parole di molti bloggher, sembra che il mondo delle tecniche narrative inizi e finisca con lo show don’t tell. A momenti mi aspettavo di vedere nascere una nuova setta religiosa pronta a dar fuoco a qualsiasi libro non facesse un uso perfetto di questa tecnica. Mi fa piacere vedere qualcuno pronto a discutere anche del resto
Magari c’è °__________° *si guarda intorno*
toh, il cliffhanger… il trucco preferito da David Lynch. Vedi alla voce “ultima puntata di ciascuna stagione di Twin Peaks” dove tutte le linee narrative – e sottlineo “tutte” – arrivano belle belle al loro bravo cliffhanger. E ti trovi a mandare sonoramente all’inferno la casa di produzione che non ha fatto finire la serie.